LAURAPAOLUCCI

Sono Laura Paolucci e all'interno della Fandango mi occupo dello sviluppo progetti.

Il mio lavoro consiste nel seguire le varie fasi della scrittura della sceneggiatura e in seguito l'intero progetto fino all'inizio delle riprese.
In "Da zero a dieci" seguiro' anche le riprese ,un po' perche' sono di Rimini, un po' perche' Procacci mi ha promosso delegata alla produzione.


Quando ti e' stato proposto di collaborare per "Da zero a dieci"?
Un giorno (dicembre 2000) Luciano ha convocato prima Domenico e poi me a Correggio dicendoci: "ragazzi, ho una storia da raccontare". Noi pensavamo che ci raccontasse a parole una storia breve.. Invece ha aperto il computer e ci ha letto quasi completamente l'intera storia di "Da zero a dieci"!
Lo spunto principale, cosi' come la linea drammaturgica, c'erano gia', per cui ha chiesto un mio intervento principalmente per due cose: collaborare alla rifinitura della sceneggiatura e aiutarlo nel capire meglio, visto che e' la mia citta', la Rimini contemporanea.
Per lui e' molto difficile girare per Rimini tranquillamente o comunque viverla come possiamo viverla noi del posto, aveva quindi bisogno di essere guidato... Voleva sapere di piu' sulle storie sulla citta'.
Quando hai cominciato a guidare Luciano per Rimini?
La prima volta che Luciano e' venuto a Rimini e' stato l'8 dicembre del 2000, lo ricordo benissimo.
Dopo e' tornato piu' volte, ha respirato l'aria della citta', aveva bisogno di alcuni dati tecnici, di vedere con i propri occhi cos'e' Rimini adesso, poi ha iniziato a scrivere e credo di non sbagliare: nel giro di una ventina di giorni aveva una prima stesura.
Nella prima stesura c'era gia' il seme di tutto quello che troveremo nel film.
Come ti sei trovata a lavorare con Luciano?
Lavorare con Luciano e' molto divertente soprattutto perche' e' velocissimo e perche' e' una persona molto aperta. Le "note" che io gli presento le macina molto velocemente e capisce subito se possono essere d'aiuto o no alla storia.
All'inizio ero un po' in soggezione anche perche' non e' facile esprimere dei dubbi su qualcosa che ha scritto un altro, percio' scrivevo dubbi, note e consigli sul computer e le mandavo a lui via e-mail. Luciano mi prendeva in giro perche' diceva che scrivendo ero piu' libera e diretta .
Piano piano abbiamo rotto un po' il ghiaccio ed ora siamo molto in sintonia.
In che cosa consiste far le "note" sulla sceneggiatura?
Non e' una cosa cattiva, non si danno i voti..
E' un modo per dare all'autore una controparte, per verificare se quello che lui ha scritto ottiene il risultato sperato.
E' chiaro che nessuno ha la sfera di cristallo per cui si procede per tentativi.
Si discute molto sui personaggi, le loro azioni devono essere conseguenti alla loro psicologia, e poi si discute soprattutto sulla struttura drammaturgica. Nelle sceneggiature c'e' uno spazio limitato e con questo ci devi fare i conti, non e' come in un romanzo dove puoi scrivere anche 800 pagine.
La sceneggiatura e' conclusa?
Le sceneggiature sono sempre aperte.
Diciamo che la parte drammaturgica della storia ad un certo punto bisogna chiuderla per dare la possibilita' agli altri di preparare il film e in questo momento possiamo considerarla chiusa.
Mentre, per quanto riguarda i dialoghi, Luciano sta ancora facendo qualche modifica, perche' sta provando con gli attori, e anche sul set piccole parti di dialoghi potrebbero cambiare.
Il tuo impatto con la sceneggiatura?
La prima volta che l'ho letta mi sono quasi un po' incazzata e questo Luciano lo sa.
La cosa che mi ha stupito e che mi ha fatto arrabbiare e' che lui ha avuto una grande intuizione: usare Rimini come scenario naturale, essendo io riminese e volendo io scrivere sceneggiature, mi sono sentita un po' "idiota" a non averlo pensato, ma nello stesso tempo ne sono stata orgogliosa. Penso sia importante tornare a Rimini a girare dei film.
Come ti sembra Luciano sceneggiatore?
Una cosa che ho notato e' che Luciano ha una grande facilita' a scrivere i dialoghi e questo credo sia dovuto al suo "orecchio" musicale.  Questo talento gli permette di dare ritmicita' ai dialoghi che risultano particolarmente scorrevoli.